LE MIE STORIE le favole di Alessandro Vittozzi

E’ stato pubblicato Le mie storie, il primo libro di favole e poesie del piccolo Alessandro.
Di seguito la prefazione di Graziella De Martino e un estratto con alcune storie del libro.

Ho iniziato a raccontare favole ad Alessandro quando aveva 6 mesi, anzi credo che lui abbia ascoltato favole sin da quando era in pancia.
Raccontavo al fratellino la favola del Re Leone, di Pinocchio e credo che non sia un caso che anche
Alessandro le ami tanto. Alessandro dai sei mesi, quindi, si è nutrito di pappe e favole, impasticciato libri di spugna, mordendoli prima con le sue gengive e poi buttandoli dal sediolone per apprendere la dimensione della profondità.

LE MIE STORIE le favole di Alessandro Vittozzi

L’amore per i libri è stato istintivo e nutrito dalla sua famiglia.
Poi dai 7 anni e mezzo – per essere precisi come ama lui- anzi “e poi” avverbio che ricorre spesso nelle sue favole, ha iniziato a scriverle lui, mescolando come in un contenitore fantastico ciò che più lo aveva colpito delle sue letture, con le paure e i desideri del suo mediare quotidiano tra la sua infanzia e il suo disagio.
Nelle sue favole si notano tutti i desideri, le emozioni di un qualsiasi bambino …

A volte capita che un procione si diverta a scappare, ma gioisce sempre nel diventare un ragazzo perbene! Fuori, puoi incontrare tanti ma è sempre una gioia ritornare a casa.
Dopo uno spavento o una vittoria si torna sempre in famiglia. Si esce dal guscio per esplorare il mondo.
Ogni regalo è scintillante, come un desiderio che si realizza nel paese delle favole.
Come dire, l’infanzia prima di qualsiasi particolarità…

Ci auguriamo che queste semplici favole scritte da un bambino per altri bambini possano aiutare anche noi adulti ad elaborare il timore di lasciare una casa rassicurante e la propria infanzia e…

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IL COCCODRILLO TRISTE

C’era una volta, in una grande città un coccodrillo che si chiamava Giacomo.
Però questo coccodrillo era molto ma molto triste e tutti gli abitanti di questa grande città, ogni volta che lo incontravano, lo prendevano in giro.
Un giorno il coccodrillo si mise a piangere talmente forte che lasciò ogni volta un grande buco nelle rocce, persino nelle rocce più dure!
Poi dopo cinque-sei minuti incontrò un gruppo di amici e il coccodrillo disse:
-Buongiorno, amici!-
Poi dissero gli amici: “Non ti vogliamo più vedere! Hai capito! Vattene via!”
Poi il coccodrillo se ne andò e dietro di lui lasciò due fiumi di lacrime, poi si fece sera e il coccodrillo cenò, la notte il coccodrillo guardò un poco dalla finestra per vedere se tutti a quell’ora non erano più per strada e se stavano dormendo profondamente;
e poi, il coccodrillo disse dentro di sé sotto voce: -Via libera!- Poi uscì dalla sua casa, andò in un’altra città più piccola e disse: -Forse è meglio costruire una capanna con i tronchi e aspettare domani mattina!-
Detto fatto, prese tantissimi tronchi molto grossi e robusti e costruì la capanna. La mattina seguente fece la colazione, uscì dalla capanna e andò in città, poi gli abitanti di questa piccola città appena lo videro dissero: -Benvenuto, nella nostra
piccola città!-
Trascorsero cinque-sei anni e il coccodrillo stava benissimo!
-Questa sì che è vita!-: disse il coccodrillo molto ma molto felice. Intanto gli abitanti della grande città in cui lui stava prima lo stavano cercando, perché erano tanto ma tanto dispiaciuti. Poi dopo nove ore, disse un cittadino: -Controlliamo
in questa piccola città-. Poi entrarono nella città, videro il coccodrillo e dissero: -Vieni nella nostra grande città, ci dispiace tantissimo!-
-OK, vengo!- disse il coccodrillo.
-Ci rivedremo presto?-: domandarono speranzosi gli amici della piccola città
-Ciaoooo!-: dissero gli abitanti della grande città.
Alla fine gli abitanti e il coccodrillo tornarono tutti insieme nella grande città e vissero tutti felici e contenti.

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